Le parole della guerra
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Prezzo online: € 16,00
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ISBN:
9788833946436
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Editore:
Bollati Boringhieri [collana: Temi]
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Genere:
Filosofia
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Dettagli:
p. 192
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Contenuto
In tempi in cui la guerra sembra tornata a essere un orizzonte «normale» della politica, questo libro mostra che il primo campo di battaglia non č il fronte, ma il linguaggio. Valentina Pazé indaga come termini apparentemente non controversi - democrazia, difesa, genocidio, diritto, diserzione - vengano stiracchiati, rovesciati, svuotati, fino a trasformarsi in armi di manipolazione delle coscienze. Dall'Atene di Tucidide e di Euripide fino alla Gaza assediata e alla guerra in Ucraina, il libro intreccia filosofia politica, diritto internazionale, storia antica e cronaca dell'oggi. Ne nasce un affresco inquietante: le democrazie che esportano con le bombe i propri valori; la retorica dell'«autodifesa» usata per giustificare massacri indiscriminati; la categoria di genocidio amputata e sacralizzata; l'ordine liberale che rivela il suo volto selettivo e classista. Ma questo non č un saggio rassegnato. Pazé mostra come l'uso critico delle parole possa diventare un gesto di resistenza concreta: contro la militarizzazione delle societŕ, contro l'idea che non esistano alternative al riarmo, contro la cancellazione delle vittime ridotte a numeri. Recuperando figure come Kant, Bobbio, Anders, Arendt, insieme a esperienze storiche di difesa civile non armata, il libro invita a «mettere al bando la guerra» non come slogan ingenuo, ma come necessitŕ razionale nell'era nucleare e dell'intelligenza artificiale. Questo č un libro per chi non si rassegna al linguaggio della «guerra giusta» e vuole capire come le parole possano ancora aprire varchi di pensiero - e di azione - oltre la violenza.
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