Teorie del design in Italia. 1954-1989
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Prezzo online: € 32,00
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ISBN:
9788806259402
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Editore:
Einaudi [collana: Piccola Biblioteca Einaudi. Big]
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Genere:
Filosofia
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Dettagli:
p. 592
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Contenuto
Questa antologia č senza equivalenti. Ripercorre i dibattiti che hanno segnato l'etą dell'oro del design italiano, dal boom economico alla crisi di fine anni Ottanta. E dą voce ai suoi protagonisti: non solo designer celebri, come Gio Ponti, Bruno Munari, Enzo Mari, Ettore Sottsass, Andrea Branzi, Tomįs Maldonado, Gae Aulenti o Paola Navone, ma anche storici dell'arte e dell'architettura come Giulio Carlo Argan e Manfredo Tafuri, critici e curatori come Germano Celant e Lara-Vinca Masini, filosofi e semiologi come Antonio Banfi, Enzo Paci e Umberto Eco, scrittori come Pier Paolo Pasolini e Franco Fortini. Attraverso il prisma del design, questa comunitą composita si confronta con le grandi trasformazioni sociali legate all'industrializzazione del paese, all'avvento delle tecnologie, alle nuove forme di consumo e comunicazione, alle questioni ambientali. I punti di vista divergono ma unica č la domanda: che forma dare alle cose che compongono il mondo, «dal cucchiaio alla cittą»? Teorie del design in Italia č una risorsa indispensabile non solo per gli appassionati di arte, design e Made in Italy, ma per chi vuole comprendere il ruolo della cultura materiale nel Novecento italiano. «L'idea che ispira il nostro volume č che la singolaritą del Made in Italy risieda nella combinazione specifica di pensiero ed esperienza progettuale, una sintesi in cui convivono a pari titolo le parole e le cose. All'ineguagliata ricchezza di artefatti che ha contraddistinto la produzione materiale italiana lungo tutto il XX secolo si affianca una produzione verbale altrettanto straordinaria: dichiarazioni di poetica, manifesti di gruppi e movimenti, riviste, dibattiti, scambi epistolari, interviste, recensioni, testi per cataloghi, tavole rotonde, convegni. Discorsi sul design e per il design spesso dotati di un'attitudine riflessiva, di un rigore e di una luciditą non inferiori a quelli di chi fa teoria per professione».
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