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Perché non si può non fare politica industriale. Potere, geoeconomia e catene globali del valore

di Sodano Tiziana

  • Prezzo online:  € 24,00
  • ISBN: 9788835194880
  • Editore: Franco Angeli [collana: Orizzonti]
  • Genere: Economia
  • Dettagli: p. 174
Spedito in 5 giorni lavorativi
Spese di spedizione: 4,40 €oppure ritiro in negozio GRATUITO

Contenuto

«Un contributo prezioso in materia di geoeconomia» (dalla prefazione di Luigi Paganetto). Dazi, sanzioni, armi, alleanze, energia, materie prime critiche. Titoli e slogan mettono ordine: amici da una parte, nemici dall'altra; nel mezzo, possibilmente, nessuna domanda. Ma un alleato condivide sempre i nostri interessi? Quanto costa seguirlo? Quando l'efficienza diventa dipendenza? La geopolitica entra in fabbrica: un'impresa può perdere un mercato senza aver sbagliato prodotto, prezzo o qualità. Ecco perché non si può non fare politica industriale: ciò che lo Stato finanzia, disciplina o trascura orienta comunque capacità e specializzazioni. Anche il mercato è un'istituzione: le sue regole, spesso scritte altrove, e i rapporti di forza possono fissare il posto di un paese nella divisione internazionale del lavoro. Portare la politica industriale fuori dall'ombra significa almeno esporne fini e priorità al confronto democratico. Nella geoeconomia delle dipendenze strategiche, istituzioni e ambizioni di potenza plasmano politiche industriali diverse: gli Stati Uniti convertono mercati e tecnologie in potere; la Cina cresce dentro l'ordine economico globale, poi prova a riscriverne le regole; il Giappone coordina con metodo e tenacia; l'India trasforma la propria scala in libertà di manovra; la Russia mostra forza e limiti della coercizione. Cooperano, competono e si invischiano in doppi legami. I semiconduttori sono il banco di prova: nessuno controlla l'intera filiera, ma ogni nodo insostituibile - dalle macchine che pochi sanno costruire ai materiali che pochi vogliono raffinare - può diventare leva geopolitica. Chi ha il potere: chi fabbrica i chip o chi può impedire agli altri di farlo? Infine l'Italia, dentro l'Europa. Che cosa dobbiamo saper fare? Dove possiamo diventare difficili da sostituire? A lungo trascurata - e i risultati si vedono -la politica industriale non offre scorciatoie: costruisce oggi opzioni per tornare a crescere, ricucire la coesione sociale e guadagnare autonomia strategica.