ACCEDI

Nessun account trovato. Riprova.


Login
Orari Negozio:

Lunedì

: 15.30-19.30

Martedì-Sabato

09.00-12.30/15.30-19.30

Orari Negozio

Lunedi': 15.30-19.30
Martedi'-Sabato 09.00-12.30/15.30-19.30

Ascesa e caduta dello Stato artificiale

di Lepore Jill

  • Prezzo online:  € 24,00
  • ISBN: 9788817204736
  • Editore: Rizzoli [collana: Saggi Stranieri]
  • Genere: Scienze Politiche
  • Dettagli: p. 352
2 Copie Disponibili
Spese di spedizione: 4,40 €oppure ritiro in negozio GRATUITO

Contenuto

In un mondo in cui la vita pubblica sembra sfuggire al controllo dei cittadini per cadere nelle mani di oscure architetture digitali, Jill Lepore - premio Pulitzer e docente a Harvard - sente l'urgenza di indagare le radici profonde del nostro vivere civile. Spinta dalle stesse preoccupazioni che, all'inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso, portarono Hannah Arendt a riflettere su come l'umanità fosse stata alterata dall'automazione, Lepore analizza le ricadute strutturali della rivoluzione digitale e tecnologica, delineando i tratti di un'utopia tossica, messa in atto da un'élite di tecnocrati che sta usando le distopie fantascientifiche come un vero e proprio manuale d'istruzioni. Mentre l'era dello Stato nazionale liberale sembra volgere al termine, algoritmi predittivi, campagne social e intelligenze artificiali generative - in origine venduti come il picco del progresso umano - si stanno rivelando macchine di disgregazione sociale, concepite per isolare, polarizzare e sostituire il dibattito democratico con un calcolo spietato. E, a rendere ancora più grave la loro proliferazione, c'è il fortissimo impatto materiale che le caratterizza.L'ascesa dello Stato artificiale è, infatti, inscindibile dalla distruzione del mondo naturale: l'estrazione incontrollata di minerali e il consumo massiccio di acqua ed energia, necessari ad alimentare immense distese di data center, accelerano il cambiamento climatico e causano una catastrofica perdita di habitat. Ma non tutto è perduto. Secondo Jill Lepore c'è ancora speranza di passare dalla «gestione tecnologica dell'umanità» alla «gestione democratica della tecnologia»: così come la storia ha visto la fine del feudalesimo, del fascismo e della schiavitù, anche questa architettura può essere smantellata. Identificare le sue componenti e tracciarne la genesi è il primo, decisivo passo per cambiare le cose.