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Hercules invictus. Musealizzazione del santuario di Ercole Vincitore a Tivoli. Ediz. a colori

di Fabbrizzi Fabio

  • Prezzo online:  € 28,00
  • ISBN: 9788892803633
  • Editore: Edifir [collana: Disegno, Rilievo, Progettazione]
  • Genere: Arte
  • Dettagli: p. 176
Spedito in 5 giorni lavorativi
Spese di spedizione: 4,40 €oppure ritiro in negozio GRATUITO

Contenuto

Il progetto presentato in questo libro è stato elaborato all'interno delle attività relative al Protocollo di Intesa di Ricerca Scientifica sottoscritto tra il DIDA-Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze e il MIBACTVAVE, Ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Villa Adriana e Villa d'Este. Si tratta dello studio di fattibilità per una ipotesi di musealizzazione dell'area archeologica del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, da sempre oscurata dalla ben più nota Villa Adriana che si trova nello stesso territorio tiburtino a non molta distanza da essa. Si tratta di un luogo di straordinario fascino e testimonianza architettonica, nel quale l'archeologia classica si fonde all'archeologia industriale, dando origine ad un coacervo di sovrapposizioni e coesistenze del tutto ineguagliato nell'orizzonte internazionale. Nel tempo, le funzioni e le forme originarie del Santuario hanno subito radicali trasformazioni che a loro volta ne hanno profondamente modificato l'immagine e la consistenza, nelle quali tracce, segni, temi, tipi e figure, hanno avuto la forza di consolidarsi in una serie di latenze e di permanenze che formano l'attuale carattere del luogo basato sull'ambiguità delle sue personalità multiple. Su questa sua spiccata inclassificabilità e su quel fare della trasformazione la cifra più evidente del proprio divenire, è stato impostato un progetto di ridefinizione, valorizzazione e musealizzazione delle sue diverse parti, in modo che le espressioni contemporanee si possono saldare a quelle antiche, in quanto basate sull'interpretazione dei medesimi principi che vi sono sottesi. In altre parole, non urlando e nemmeno emulando, ma affrontando un progetto che sia capace di esprimersi in modo da inserirsi con coerenza e appropriatezza nel flusso del divenire, riuscendo così a mutare impercettibilmente gli elementi in gioco, pur nella loro apparente immutabilità.