Sulle rive del Gange. La cultura filosofica di Elsa Morante
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L'opera di Elsa Morante č considerata da tempo uno dei vertici della letteratura italiana del Novecento. Tuttavia l'immagine critica dell'autrice risulta ancora condizionata dal preconcetto, non immune da pregiudizi di genere, che la sua qualitą prevalente sia un talento istintivo, alimentato soprattutto dalla nativa sensibilitą per le emozioni e i sentimenti. Da questa monografia di Angela Borghesi, frutto di uno studio analitico dei libri morantiani conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (spesso attentamente postillati), emerge una prospettiva assai diversa. Interessata da sempre a questioni filosofiche (precoci le letture di Platone e Schopenhauer) e antropologiche (centrale la figura dello storico delle religioni Mircea Eliade), nell'intervallo che separa L'isola di Arturo (1957) dalla Storia (1974) Morante elabora una visione complessiva del mondo, una concezione dell'esistenza cosmica e non antropocentrica, che si nutre di una quantitą di riferimenti filosofici, mettendo in dialogo il pensiero di Simone Weil e l'ontologia dell'immanenza di Spinoza con la sapienza orientale: l'Induismo, il Buddhismo, il Taoismo, il Buddhismo Zen.
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