Il creaturale. Paradigmi e applicazioni
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Contenuto
L'ampia diffusione dei termini «creaturale» e «creaturalità» nel linguaggio della critica letteraria italiana è sintomo non solo della loro densità semantica ma anche di un loro innegabile e problematico carattere polisemico. Articolato in due parti speculari, una storico-critica e una esegetico-applicativa, il volume ricostruisce dapprima il quadro genetico del creaturale, inscrivibile nel sistema terminologico di R. Otto e in quello di Mimesis di E. Auerbach, per indagarne poi l'accoglienza e le declinazioni da parte della critica letteraria italiana. In secondo luogo, dall'osservatorio polisemico della categoria, propone un'analisi applicativa del corpus romanzesco di P. P. Pasolini, E. Morante e A. M. Ortese, ricondotti da una certa tradizione interpretativa al polo tematico-stilistico della «creaturalità». L'obiettivo ultimo: analizzare lo spettro semantico della categoria critica, le sue sfere associative e metaforiche, per saggiarne infine la forza euristica.
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