«Soglie del detto»". Mito, scrittura e poesia tra ferita e custodia
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Contenuto
I saggi pubblicati in questo libro non perseguono confronti sistematici né analogie forzate. Non si istituiscono equivalenze: si segue piuttosto il movimento trasversale che percorre epoche e tradizioni, mostrando come il linguaggio si rigeneri precisamente nell'incontro con il limite. La cultura ebraica offre un lessico elettivo per nominare tale dinamica - responsabilità, ascolto, esposizione all'Altro - senza pretendere di esaurirla; il mito greco la disvela nella sua immediatezza primordiale; la poesia del Novecento la conduce a una densità estrema senza decretarne la conclusione. Scopo del lavoro non è erigere una teoria generale del linguaggio, bensì percorrere una costellazione di figure che ne espongono la natura insieme vulnerabile e generativa: Eco e Narciso, Adamo e Orfeo, Tamar e Aronne, Filomela e Celan. Tali figure non compongono un sistema chiuso, ma una configurazione aperta di punti luminosi.
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