L'antagonista. Platone nell'opera di Giacomo Leopardi
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Il libro indaga la "funzione Platone" nell'opera leopardiana, mettendo in luce il ruolo decisivo che in questa ricezione ebbero le fonti, i filtri interpretativi e le mediazioni antiche e moderne. La varietà degli strumenti esegetici di cui Leopardi si avvalse contribuì a rendere il 'suo' Platone una figura ambigua, sempre doppia, il cui profilo sfugge a qualsiasi definizione univoca. A tale duplicità sembra far eco l'atteggiamento di Leopardi verso il filosofo, oscillante tra attrazione e repulsione, tra fascinazione, condanna e confutazione di principi etici e metafisici. Sia che funga da modello di stile, di lingua, di prosa poetica, sia che funzioni invece da anti-modello, il filosofo antico diviene uno dei motori del pensiero leopardiano, assumendo i tratti di un antagonista con il quale Leopardi continuerà per un lungo tratto a interloquire, nel tentativo di superarlo con le armi che Platone stesso aveva fornito, fino a porre un Platone contro l'altro.
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