Dante e Padova. Come olio sull'acqua
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Nella tradizione degli studi danteschi, Padova non è mai stata considerata città da annoverare tra quelle che hanno a che fare direttamente con la vita e l'opera di Dante. Eppure il poeta riserva alla cultura e alla politica padovana un'attenzione particolare. Non polemiche veementi, né roventi invettive, bensì discorsi indiretti, allusioni, omissioni. In tal modo, Alighieri rivela nella Commedia un atteggiamento malevolo, tanto da trasformare la città nel simbolo della fraudolenza e del tradimento. L'autore, facendo emergere i segni del livore dantesco, ne dà una spiegazione che non è di natura personale, ma culturale: la contrapposizione tra la suprema sintesi del pensiero medievale al tramonto e il nascente pensiero moderno che sta muovendo i primi passi a Padova, grazie all'umanesimo civico di Albertino Mussato e agli studi scientifici di Pietro d'Abano.
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