Gabbie, clausure e distropie nel cinema italiano
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Quasi ovunque nel mondo, la pandemia globale ha reso impraticabili le cittā e gli spazi collettivi, isolato gli individui all'interno delle abitazioni, definito nuove forme di convivenza e di solitudine. Gli anni 2020-2024 hanno registrato una riconfigurazione delle relazioni familiari, parentali, domestiche o lavorative, oltre che sentimentali e affettive. Che cosa č emerso, attraverso il cinema italiano dell'era Covid, di tale riflusso coatto? Che cosa ha restituito, la giovane creazione cinematografica, di questo ripiegamento verso un'intimitā anomala, ricreatasi all'interno di frontiere tuttora in via di potenziamento? Studiosi provenienti da varie aree geografiche e da campi disciplinari diversi (cinema, comunicazione, italianistica, architettura, linguistica e traduttologia, sociologia), riunitisi in seno a due convegni scientifici internazionali (Perugia, 2023, Innsbruck, 2024), affrontano qui la problematica delle forme di confinamento, inedite o sensibilmente rinnovate, che il giovane cinema italiano ha tradotto in immagini, linguaggi e altrettante narrazioni.
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