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10.2 Giorno del ricordo

di Bravi Onorio

  • Prezzo online:  € 20,00
  • ISBN: 9788867265404
  • Editore: Nfc Edizioni [collana: Arte]
  • Genere: Arte
  • Dettagli: p. 120
Spedito in 5 giorni lavorativi
Spese di spedizione: 3,49 €oppure ritiro in negozio GRATUITO

Contenuto

La memoria non è necessariamente legata a immagini riconoscibili o a forme descrittive. Può esistere come sedimentazione di sensazioni e stati emotivi, come traccia interiore che precede e supera la figurabilità della rappresentazione. La partecipazione emotiva a un evento non richiede sempre la mediazione narrativa dell'immagine: può agire sul piano del pensiero, della percezione, dell'esperienza mentale. Nella ricerca artistica visiva contemporanea, la trasmissione del significato avviene sempre meno attraverso la traduzione diretta dell'immagine in racconto e sempre più attraverso un dialogo con la mente dello spettatore. Nel secondo dopoguerra e lungo tutti gli anni Sessanta, una vasta produzione artistica ha affrontato il tema degli eccidi, della tragedia bellica, delle sofferenze dei campi di sterminio e, seppur in misura minore, delle foibe, privilegiando un linguaggio figurativo ed espressionista. In quelle opere la sofferenza veniva affidata alla descrizione, alla narrazione visiva, alla forza iconica del corpo e del gesto. I lavori di artisti come Renato Guttuso, Aldo Carpi, Aldo Borgonzoni, Zoran Music, Giuseppe Guerreschi - solo per citarne alcuni - costituiscono oggi un patrimonio imprescindibile della storia dell'arte italiana del secondo Novecento, testimonianze necessarie di un tempo che chiedeva di essere raccontato per non essere rimosso. Quelle immagini restano come memoria storica e morale, non sostituibile. Oggi, tuttavia, il rapporto con quella memoria è mutato. Venuta meno la presenza diretta di chi ha vissuto in prima persona quei drammi, non appare più possibile - né forse necessario - riproporne una rappresentazione figurativa. Non si tratta più di raccontare visivamente, ma di attivare una risonanza interiore, di parlare a quel fragile legame che ancora unisce cuore e pensiero. Le opere in mostra agiscono come aerofoni: non rappresentano, ma vibrano, veicolando una memoria depurata da rancori, pregiudizi e appartenenze ideologiche, un ricordo che si oppone all'oblio.