La catastròfa. Marcinelle, 8 agosto 1956. Nuova ediz.
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Prezzo online: € 16,00
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ISBN:
9788838950070
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Editore:
Sellerio Editore Palermo [collana: La Memoria]
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Genere:
Saggistica
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Dettagli:
p. 336
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Contenuto
Rimane a tutt'oggi la tragedia più grave dell'emigrazione italiana e una delle pagine più nere della storia del lavoro in Europa. Questo libro era stato pensato, quando uscì la prima volta nel 2011, per conservare sulla pagina le voci degli ultimi sopravvissuti, delle vedove, degli orfani e dei soccorritori. Il proposito si rinnova con forza ancora maggiore oggi: nel settantesimo della tragedia. Marcinelle, Belgio, 8 agosto 1956. La catastròfa (un misto di francese e italiano) è l'incendio scoppiato a 975 metri sottoterra in una miniera del distretto carbonifero di Charleroi: 262 morti, 136 giovani italiani, caduti per una banale disattenzione ma uccisi anche dalle misere condizioni di lavoro e dalla disorganizzazione. Romanzo epico corale, La catastròfa intreccia gli atti processuali (spesso agghiaccianti) con le testimonianze dirette di chi ha sofferto il lutto, di chi ha vissuto il lavoro nel ventre della terra, restituendo la quotidianità familiare ma anche i momenti di festosa allegria giovanile nelle balere. La nuova edizione aggiunge quattro capitoli i cui protagonisti sono, tra gli altri, un soccorritore bergamasco oggi quasi centenario, un eroico comandante partigiano morto in miniera per uno scambio di turno, un ragazzo emiliano con le sue lettere inviate ai genitori, alcune straordinarie figure di vedove-bambine. Il lettore viene accompagnato nei cunicoli in fiamme e in superficie tra i pianti delle donne e dei bambini, il frastuono dei soccorsi, l'incredulità generale. Non mancano le denunce sull'inchiesta parziale e sui processi farsa che seguirono, sull'assenza dello Stato italiano che dieci anni prima aveva siglato con il Belgio un accordo di scambio uomini-carbone. Un'occasione per riflettere su diverse parole che restano cruciali ancora oggi: lavoro, dignità, sicurezza, emigrazione, patria, razzismo. Il libro ha vinto nel 2011 il Premio Paolo Volponi - Letteratura e impegno civile.
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