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La nuda rosa. Storia e attualità del «De contemptu mundi»

di Bernardo Di Cluny

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Contenuto

"La vostra gloria è spazzatura, lavata via dalla morte. I vostri divertimenti sono spazzatura. E voi stessi siete spazzatura.[...] Il favore si può comprare, e per il denaro si corre verso qualsiasi peccato." E ancora: "Chi vuole essere buono è sfortunato. Chi fa il male va in giro come un grande signore." Un'opera scritta nel XII secolo. Eppure sembra urlata oggi. Bernardo di Cluny, monaco poeta e profeta, ci consegna in questo poema latino un affresco travolgente del mondo in rovina: un'umanità corrotta, inebriata dal lusso e dalla carne, travolta dalla cupidigia, che ha perso ogni orientamento spirituale e morale. Il tono è incalzante, colmo di furore apocalittico e di fede disillusa: tra i versi, si avverte l'eco dei profeti biblici e la lucidità amara di un Girolamo, di un Giovenale, persino di un Dostoevskij medievale. Un'opera che condanna il degrado dei costumi, la decadenza della giustizia, la smania di potere, l'idolatria della carne e del denaro - e lo fa con parole affilate, terribili, spietate. Parole che non risparmiano nessuno, e che oggi risuonano con inquietante attualità. Un viaggio nel cuore oscuro del Medioevo. O forse, del nostro presente.