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La scomparsa dell'Ottocento. Torino, 1976. Un misterioso caso per l'avvocato Alfieri

di Bernardi Marco

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Contenuto

Domenica 2 maggio 1976: le due squadre cittadine si stanno contendendo lo scudetto e Torino trattiene il fiato. In quelle ore un uomo disorientato si siede sui gradini della Fontana Angelica, perso nella ripetizione ossessiva di una frase latina. Il misterioso personaggio è Ottorino Ottolenghi, detto Ottocento, rampollo di una delle più ricche famiglie italiane, per tutti morto stritolato dalla motrice della tranvia per Rivoli trent'anni prima. Quando Ennio Alfieri, avvocato e investigatore per passione, viene informato del ritrovamento di Ottorino, suo amico d'infanzia, fatica a crederci. Ricostruire gli anni perduti di Ottocento, tra la morte e la presunta ricomparsa, e dare un senso alle farneticazioni sibilline dello strano individuo della fontana diventa la nuova missione dell'Avvocato. A mano a mano che i tasselli si ricompongono emerge un quadro di spietata prevaricazione. Affiancato dagli amici di sempre, don Mario e il vicecommissario Ranieri, Alfieri porta alla luce una storia sordida: il concetto stesso di Giustizia sembra svuotarsi di significato. Attraverso le memorie degli anni di scuola e di guerra, muovendosi tra le placide colline astigiane e le ombre urbane, l'Avvocato affronterà il criminale più malvagio nel quale si sia mai imbattuto, che lo farà sentire una marionetta nelle mani di un burattinaio crudele.

Vuoto