Apolide. Storia di un imprenditore ebreo in Europa (1880-1940)
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Che significava essere stranieri in Europa tra la fine dell'Ottocento e gli anni Trenta del Novecento? E se oltre a essere stranieri si era anche apolidi, come era possibile viaggiare o fare affari? Per rispondere a queste domande il libro ricostruisce la vita di Berthold Margulies, un imprenditore ebreo nato in Romania ma emigrato in Belgio e poi in Francia dove fece fortuna e visse da apolide per anni, almeno fino allo scoppio della Prima guerra mondiale. Protagonista di un affaire politico-giudiziario che coinvolse i massimi vertici del governo francese durante il conflitto, Margulies finì in un campo di internamento per cittadini di nazionalità nemica e rischiò di essere giustiziato per spionaggio. Da allora la sua vita come quella dei suoi familiari non fu più la stessa. Petroliere, banchiere, uomo di finanza, ma anche patriota, viveur e persino presunto agente segreto, Margulies sperimentò sulla sua pelle i vantaggi della prima globalizzazione, ma anche i drammatici cambiamenti che la Prima guerra mondiale provocò alle vite di migliaia di stranieri in Europa e i cui effetti sono ancora visibili al giorno d'oggi.
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