La poesia inglese. Proposte di lettura dall'età dei Tudor a oggi
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L'inglese è una lingua bellissima; ridurla a mezzo di comunicazione globale significa impoverire l'esperienza di chi la studia, l'insegna o l'ha imparata e non ha ancora perduto la curiosità degli inizi. Se ignoriamo quali effetti di musicalità si possono ottenere dalla lingua parlata non coglieremo la varietà dei suoi suoni e la sinuosità dei suoi ritmi. E poi, davvero si pensa che l'immaginazione non giochi un ruolo cruciale nel fare di una lingua straniera uno strumento di espressione individuale? Solo leggendo poesia quella bellezza diventa parte del nostro bagaglio linguistico e culturale. Le ottantaquattro liriche qui incluse sono presentate nella loro interezza, in modo che i lettori abbiano sotto gli occhi la loro forma, che verrà descritta e commentata nelle guide alla lettura. Ogni commento è diverso dagli altri, perché diverse ogni volta sono le strategie inventate dal poeta per creare un componimento che è quello e quello soltanto. Completano l'apparato una traduzione in nota e l'ipotesi di ritmo suggerita marcando gli accenti forti e deboli dei primi versi. Quando ricreiamo le intelligenze e le emozioni espresse secoli fa in una lingua straniera le distanze culturali e temporali si annullano. E con la sua voce il lettore italiano fa rivivere le creazioni delle prime poetesse (compresa Giulietta Capuleti), dei Metafisici e dei Cavalier poets secenteschi e del puritano classicista John Milton, delle tante generazioni di Romantici, degli io lirici novecenteschi in cui più immediata è l'eco delle nostre vite.
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