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Showar. La guerra in Ucraina come spettacolo

di Santoro M. (cur.)

  • Prezzo online:  € 26,00
  • ISBN: 9788855226905
  • Editore: Donzelli [collana: Saggi. Storia E Scienze Sociali]
  • Genere: Scienze Politiche
  • Dettagli: p. 240
Disponibile su prenotazione.
Spese di spedizione:
3,49 €

Contenuto

Cosa succede quando una guerra diventa pop? Quando le sue immagini e i suoi suoni ci immergono - seppure a distanza - nelle trincee e fra le rovine delle città, in una diretta social e televisiva continua? La guerra in Ucraina è - come tutte le guerre, ma forse più delle altre - una guerra di ideologie, narrazioni, immagini e specchi, tanto quanto una guerra di eserciti e milizie con cannoni, carri armati, lanciamissili. L'intreccio di modalità e immagini tradizionali con risorse iper-tecnologiche offre lo «spettacolo» di una guerra anomala, inedita - riconoscibile come una guerra, ma fruibile come un film di guerra. Alle dirette Instagram e TikTok di questo conflitto i media hanno aggiunto le loro dirette, in una ipertrofia mediale in cui molti confini sono definitivamente saltati. Questo volume propone una riflessione sul significato, o meglio sui significati, della rappresentazione mediatica del conflitto ucraino per chi lo osserva e lo vive a distanza, per chi assiste allo «show» della guerra, che va oltre l'ennesimo «spettacolo del dolore», definendo invece una condizione costante di immersione nel conflitto, con la diretta delle immagini e dei suoni che ci rende testimoni attivi e presenti degli eventi in corso: partecipi, a nostro modo, più che mai. Con un approccio che fa tesoro degli strumenti dell'analisi semiotica, dei visual studies, della teoria dei media e della sociologia, nei contributi che compongono il volume vengono analizzati alcuni «protagonisti» dello shoWar: dalla figura del presidente Zelensky al ruolo dello sport, dalla tutela del patrimonio artistico alla rimediazione delle immagini cinematografiche, fino al ruolo dei grandi palcoscenici musicali e alle molteplici immagini dei talk show italiani, che hanno ulteriormente confuso intrattenimento, propaganda e informazione, proponendoci un «sapere di guerra» con aggressioni e prime linee esasperate negli studi e nei salotti televisivi a imitazione della guerra stessa.

Vuoto