Fuori tempo. Coreografia e nostalgia, anacronismo, inattualità
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Nostalgia, anacronismo, inattualità, sono i sentimenti e le strategie "fuori tempo" con le quali in questo libro sono indagati e interrogati gli eventi coreografici e le performance di danza che hanno affermato, e stanno maggiormente affermando, il mondo contemporaneo. A partire dall'estinzione spaziale del vocabolario accademico in nuove grammatiche anticlassiche di movimento in The Four Temperaments di George Balanchine (1946), o come già nella reazione retrotopica al degrado del modello romantico di Mikail Fokin in Chopiniana (1907), oppure nella nostalgia indeterminata per l'incontro inattuale tra coreografia e musica in Emeralds (1967) di Balanchine e Fauré, fino ai più recenti progetti coreografici di Tomi Paasonen, Cristina Kristal Rizzo, Emanuel Gat e Mauro Bigonzetti. La nostalgia è argine e critica all'alienazione della modernità, parte attiva del cambiamento di ciò che è comunque inarrestabile: il futuro.
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