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Ezio Cesarini. Italiano antifascista giornalista

di Santini Claudio

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Contenuto

Ezio Cesarini, giornalista de "il Resto del Carlino" è stato fucilato dai fascisti nel gennaio 1944 al poligono di via Agucchi a Bologna come "concorrente morale" (poiché in carcere) nell'uccisione di Eugenio Facchini, federale repubblichino di Bologna. È stato riconosciuto partigiano nella brigata Matteotti Città, ha ricevuto la medaglia d'argento al valor militare e, a guerra finita, il suo corpo è stato sepolto nel Sacrario dei Martiri della Resistenza alla Certosa di Bologna. È stato anche fedele testimone del suo tempo e ha dimostrato come i giornalisti debbano restare sempre con la schiena dritta anche a costo del sacrificio della propria vita. Il Comune di Bologna ha intitolato a suo nome una strada nel quartiere Navile e l'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna gli ha dedicato la sala delle conferenze nella sede di strada Maggiore 6. L'Asem (Associazione Stampa Emilia Marche) ha fatto allestire in suo onore una lapide che è stata recentemente ritrovata ed esposta nel contesto del Master di Giornalismo dell'Università di Bologna. Per tutto questo l'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna ha deciso di ripercorrere storicamente la sua vita per farla conoscere ai giovani che intraprendono la professione e a tutti i cittadini amanti della libertà. È stato fatto un lavoro di ricerca che ha portato alla luce documenti inediti (come il fascicolo sul giornalista eroe, conservato ma mai analizzato, negli archivi storici dell'Odg in strada Maggiore a Bologna e i documenti conservati all'Istituto Parri di Bologna). Sono stati infine intervistati i parenti, che per la prima volta hanno raccontato i loro ricordi e hanno fatto vedere documenti, foto, ritagli di giornali finora mai resi pubblici. BIO